Le Regioni, alla luce della riforma del Titolo Quinto della Costituzione, che attribuisce loro potestà esclusiva nel campo socio-assistenziale, assumono una funzione determinante nello sviluppo degli interventi di promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. A questo scopo la legge 285/97 costituisce un’ occasione preziosa, ma la stessa può dirsi pienamente sfruttata soltanto se le reti e le sinergie create a livello territoriale mostreranno una stabilità nel tempo e continueranno ad operare per assicurare un livello stabile della qualità di vita dei minori. Il progetto 'La Città in Gioco' proposto dalla Ludoteca Cittadina del Comune di Napoli in continuità con le iniziative a favore dell’infanzia definite dall’Assessorato agli Affari sociali del Comune stesso ha già diversi anni di vita.
Attraverso questo progetto si vuole dare voce ai ragazzi e alle ragazze, perché la possano far sentire su tutte le questioni che interessano a loro.
Spesso il bambino viene considerato un 'piccolo uomo' e non una persona che deve vivere il proprio tempo con i ritmi , i tempi, le voglie , gli interessi propri dell’infanzia.
La ' Convenzione Internazionale' sui diritti dell’ infanzia ( Art . 27 ) mette in evidenza il principio che il bambino è una persona a tutti gli effetti e ogni bambino ha diritto a un modo di vivere adeguato al suo sviluppo fisico , mentale , spirituale , morale e sociale.
Tutti i bambini devono poter godere, in completa libertà ed eguaglianza, dei mezzi e delle occasioni di formazione, di tempo libero e di sviluppo personale offerti dalla città.
La 'Casa dello Scugnizzo' (spazio minori ) opera quotidianamente nello spirito della legge 285/97 offrendo una Ludoteca di Quartiere alla quale partecipano 64 bambini .
L’obbiettivo primario è dare risposta alle esigenze di gioco dei bambini del quartiere , ma soprattutto svolgere un’efficace attività di prevenzione del disagio dei minori , nonché preoccuparsi dell’abuso e del maltrattamento operati ai danni dell’infanzia.
Essa vuole quindi rafforzare nei bambini che frequentano il Centro : l’autonomia , la creatività la socializzazione; aspetti che magari nella vita quotidiana familiare in alcuni casi sono poco considerati. L’attività della Ludoteca cerca di riempire in certo senso la mancanza degli spazi attrezzati per il gioco che la città non offre , dando così una possibilità a quella parte di bambini che passa il suo tempo per le strade di avere non solo uno spazio per giocare , ma anche dei rapporti interpersonali così importanti ad una certa età e soprattutto di aumentare la propria autostima e di essere seguiti, in un rapporto educativo, dagli operatori qualificati della Fondazione.
Questa ricerca sociale vuole fare luce sulla situazione generale dei bambini che frequentano
il Centro. A questo scopo le loro schede risultano molto utili in quanto offrono una visione generale sulla loro vita familiare, sulle condizioni economiche , sul tempo libero.
Attraverso la ricerca si vuole studiare questo gruppo per offrire, fornendo una diagnosi e definendo l’intervento, delle risposte ai loro problemi. Dalla ricerca effettuata in questo gruppo di 64 bambini che frequentano il centro sono venuti fuori dei dati interessanti che commenteremo oltre.
Le iscrizione di minori , per l’anno in corso, alle attività di Ludoteca ('Città in gioco') presso la Fondazione Casa dello Scugnizzo sono state in totale 64 , ma i frequentanti giornalieri effettivi sono stati , in media, 37.
Si è proceduto richiedendo ai genitori uno stato di
famiglia e un certificato medico rilasciato dal medico di famiglia (con validità annuale) in cui si attesta lo stato di salute dell'iscritto.
Durante il colloquio informativo si sottolinea l’importanza di verificare tale stato nell’interesse del minore e di tutta la famiglia e nel caso il medico di base non risultasse scrupoloso si formulano invii presso strutture pubbliche che lavorano in rete con la Fondazione.
Con tale documentazione si procede alla compilazione della scheda di iscrizione del Comune di Napoli e di quella, molto dettagliata, della FOCS ; per effettuare ciò si ha bisogno di un colloquio di servizio sociale per zoomare le problematiche e i bisogni presentati da tutto il nucleo familiare e, in modo specifico, dai bambini e/o ragazzi presenti in tale contesto.
Grazie alla presenza dell’Assistente Sociale, che è annoverata tra i professionisti d’aiuto, si attiva quel processo di aiuto che è alla base dei nostri interventi. Infatti, non si tratta di considerare l’aiuto come un dare o ricevere, bensì di definire lo stesso come una relazione interpersonale , in cui i ruoli dei due soggetti (cioè di chi chiede e di chi riceve) sono dinamici e non statici ; cioè, quindi, passa attraverso un canale interpersonale che si chiama relazione d’aiuto. Tale percorso può chiamarsi orientamento , accompagnamento , terapia , processo , riabilitazione, ma deve avere come unico fine quello di rendere autonomo il soggetto nella sua vita , perché solo così egli riesce a esplicare appieno se stesso .
Tale piena esplicazione della propria personalità è appunto il 'diritto sociale' sancito dalla Costituzione.
Il totale dei bamini iscritti è 64 (100%) da settembre 2005 a maggio 2006, di cui 31 maschi ( = 48,5 % ) e 32 femmine (= 50 %). Provengono dal quartiere Stella 48 (=75%) dei quali maschi 22 e femmine 26. Dal quartiere Avvocata 15 (= 23,5 %).(maschi 7 e femmine 8). Dal quartiere S. Lorenzo 1 maschio (=1,5%)
L’11 % Delle famiglie dei bambini ,che frequentano la FOCS possiedono il telefono fisso , mentre il 2,28 % il telefono mobile.
Solo il 3,2 % posseggono entrambi.
La media del numero dei componenti la famiglia è di 3, mentre le famiglie aggregate ad altri nuclei sono il 10,5 %.
L’abitazione degli iscritti risulta molto vecchia (oltre i 100 anni ) per 45 di loro; mentre dai 50 ai 100 anni solo 9 , per quelli che occupano abitazioni nuove, cioè fino a 50 anni, 9
La media dei vani per ogni abitazione è : 2
Quei nuclei che abitano nei bassi sono 23.
Solo 29 nuclei pagano un fitto, mentre i rimanenti convivono con familiari .
C’è da sottolineare che l’iscrizione effettuata ad un bambino risulta incompleta da questi dati in poi, quindi, la percentuale è calcolata su 63 iscritti. La madre , con residenza fuori quartiere, ha chiesto di ritornare in un altro momento perché, considerando l’ora di uscita da scuola del figlio, non poteva trattenersi oltre.
Fissato un nuovo appuntamento, ha potuto verificare il disagio materiale e di impegno scolastico da parte del figlio nel raggiungere la FOCS. Dopo varie prove ha dovuto rinunciare ad iscriverlo.
Come gli iscritti trascorrono il tempo libero ce lo indicano questi dati:
TV e Computer : Media Giornaliera per ogni bambino è : 2 ore
In Casa giocano 57 bambini di cui i maschi sono 27 e le femmine 30
Fuori casa e in casa con parenti , amici…il 14,3 %
Fuori casa il 12,6 %
Presso altre forme di aggregazione il 3,5 %
La raccolta dei dati riportati sono stati ridotti dando una visione indicativa della risposta che noi diamo ai minori ed alle loro famiglie.
Ciò risulta utile per inquadrare il bisogno emergente della problematica infantile anche se la risposta è limitata in quanto, secondo la delibera comunale, noi possiamo dare la risposta a 32 minori anche se in effetti i frequentanti sono 37.
Utilizziamo una lista di attesa che ci torna utile nei momenti in cui alcuni frequentanti si ritirano e peschiamo, in ordine di prenotazione, i bambini.
Sono, invece, inseriti subito quando c’è un invio effettuato dagli enti locali che prevede comunque un lavoro in rete.
Spesso tali minori appartengono a nuclei pluriproblematici .
Quest’anno si sono prenotati 97 di cui 73 hanno completato l’iscrizione ed hanno frequentato (si sono ritirati 49) e 24 sono ancora in lista di attesa.
Le motivazioni addotte dai genitori riguardanti il ritiro dalle attività sono : • superata l’età consentita • interesse alla scuola calcio • interesse alla scuola di danza • cambio di domicilio