Perché la ludoteca
Una semplice constatazione: ci piace giocare.
Il progetto la Città in Gioco, attivo dal 1998, coordinato dalla Ludoteca Cittadina del Comune di Napoli nell’ambito della legge 285/97, viene realizzato in venti ludoteche di territorio dislocate sui quartieri di: San Pietro a Paterno, Barra, Piscinola, Marianella, Stella, San Carlo all’Arena, Soccavo, Pianura, Scampia, Chiamano, S. Giovannia Peduccio, Secondigliano, San Lorenzo, Fuorigrotta, Miano, Ponticelli, Avvocata.
Le ludoteche territoriali lavorano in autonomia rispetto alle attività, all’organizzazione degli spazi e dei tempi, anche se dentro un quadro stabilito dal progetto. Ma si realizzano, in rete, diverse attività e si sceglie periodicamente il tema pedagogico educativo che serve da sfondo tematico per le attività di tutte le ludoteche. Il progetto ha realizzato una rete di spazi ludici in tutta la città passando da dieci ludoteche territoriali, così come era nel 1998, a 20 ludoteche territoriali nel 2003 migliorando, oltre all’aspetto quantitativo, anche la qualità dell’offerta educativa.
Cosa fa la ludoteca
La LUDOTECA oltre a svolgere attività di gioco libero e attività gi gioco motorio, offre ai bambini una serie di laboratori e attività strutturate, quali:
Laboratori con le Scuole del territorio
La ludoteca riserva spazio e attività al rapporto con le scuole nell'ottica della comunità educativa orizzontale che deve caratterizzare qualunque iniziativa educativa di territorio, offrendo, nello stesso tempo, alla scuola la possibilità di aprirsi al confronto con esperienze educative aventi finalità, tecniche e metodologiche differenti.
Ogni anno la ludoteca propone alle scuole del quartiere: • torneo interscolastico cittadino; • laboratori di manipolazione.
Ludoteca in Ospedale - Progetto "Pazzianno...pazzianno"
Nella Carta delle città educative, dichiarazione di Barcellona del novembre 1990, si legge: "Tutti i bambini e i giovani di una città devono poter godere, in completa libertà e uguaglianza, dei mezzi e delle occasioni di formazione, di tempo libero e di sviluppo professionale, offerti dalla città. Si dovrà dunque tener conto di ogni categoria di bambini, ciscuna coi suoi bisogni particolari".
I bambini in ospedale, sperimentando situazioni ambientali e psilocogiche nuove e difficili, hanno sicuramente bisogni particolari. Con il progetto pazzianno pazzianno... si interviene nei reparti pediatrici con la realizzazione di spazi ludici ed espressivi, nella convinzione che il gioco, l'attività ludica e ludiforme in genere costituiscano il mezzo migliore per ristabilire condizioni di vita, per quanto possibile, normali.
Laboratorio di Fotografia e Multimedia
Oggi molti ragazzi hanno problemi di crescita, di sviluppo delle capacità espressive e critiche, di scambio, confronto e socializzazione e di sviluppo di identità. Uno dei motivi è che trascorrono molto del loro tempo a guardare la televisione. La televisione deruba i ragazzi di ore preziose, essenziali per imparare qualcosa sul mondo e sul posto che ciascuno vi occupa. E questo sarebbe già abbastanza negativo. Ma la tv non è soltanto ladra: è anche bugiarda. Guardando la tv i ragazzi vi scorgono una fonte ragionevole di informazioni sul mondo. Questo non è vero, ma loro non hanno modo di capirlo. Per quel po’ di verità che la televisione comunica, c’è molto di falso e di distorto, sia in materia di valori che di fatti reali.
La conoscenza dello spettatore e del suo ambiente sociale, in particolare del contesto sociale o familiare, sono fattori determinanti per mediare l’influsso del piccolo schermo.
Spesso i ragazzi sono abbandonati a se stessi nel tentativo di estrarre un senso da quel mezzo di comunicazione e da ciò che ha da offrire.
La televisione fa calare la curiosità e il coinvolgimento non è richiesto. Il termine educare viene sostituito dal termine “addestrare”.
Allora è forse colpa dei ragazzi? È colpa loro se le informazioni trasmesse dalla televisione sono tanto distorte? È colpa loro se non hanno le capacità critiche che gli permettano di filtrare le informazioni che passano dal mezzo televisivo?
Il laboratorio consiste nell'utilizzo da parte dei ragazzi degli strumenti fotografici e audiovisivi.
Finalità: • superamento del disagio infantile, con un lavoro di autoriflessione e autorappresentazione (punti cardine dell’audiovisivo); • rielaborazione, da parte dei ragazzi, del territorio e del contesto locale; • favorire la creatività e la criticità dei ragazzi in relazione al rapporto tra realtà e finzione audiovisiva; • prevenzione del disagio socio-relazionale genitore-figlio-contesto; • integrazione socio-culturale, in ottica di scambio positivo con altri contesti; • sperimentazione di servizi socio-educativi innovativi per l’infanzia; • realizzazione di azioni positive: • per educare alle immagini; • per la promozione dei diritti all’infanzia; • per lo sviluppo del benessere e della qualità della vita dei minori; • per la promozione delle caratteristiche individuali e il rispetto di ogni diversità; • per il miglioramento della fruizione dell’ambiente urbano da parte dei ragazzi.
Laboratorio di Teatro - Progetto "Todos Nos"
Il percorso pedagogico, che si svilupperà attraverso la valorizzazione dell’identità e del contesto culturale del ragazzo insieme alla stimolazione all’apertura verso altre realtà (l’arte come cultura di altri paesi), trova il suo naturale esito in teatro.
Proprio sul palco il giovane, che troppo spesso soffre di esclusione, può trovare l’attenzione di cui ha diritto. Creando, così, uno spazio pubblico di libertà, dignità e pari opportunità che tutti noi vorremmo regola del nostro vivere sociale.
Todos Nòs – Tutti Noi permette da tre anni l’incontro, con residenze annuali, di circa cinquanta adolescenti, tra brasiliani e napoletani, basati sulle pratiche e la conoscenza delle formedello spettacolo dal vivo come il teatro, la musica, la performance laboratoriale.
Il progetto sarà articolato in varie fasi:
la prima fase partirà in ottobre e coinvolgerà diverse associazioni di Napoli, tra cui la Fondazione “Casa dello Scugnizzo” onlus, - in una prospettiva di ampliamento degli orizzonti e della rete territoriale del progetto – attiveranno e articoleranno differenti laboratori e workshop teatrali che, attraverso incontri periodici e di presentazione dei risultati parziali dei singoli lavori, si indirizzeranno via via verso un “movimento” collettivo, confluendo in un articolato impianto rappresentativo.
Successivamente, in primavera, partirà la seconda fase di laboratori condivisi dai ragazzi napoletani e brasiliani sotto la guida del gruppo di operatori ed esperti provenienti dai centri brasiliani.
A questo periodo di conoscenza, convivenza e scambio tra gruppi di carattere “interno”, seguirà la parte “pubblica” del programma, con più rappresentazioni in teatri, quali il Mercadante e il Nuovo Teatro Nuovo.